Cero

Un ragazzo italiano, ma di chiare origini africane, riconoscibile per il suo appariscente ed affascinante neo e la sua materia grigia fuori dal comune.

Tetto

A vederlo sembrerebbe un ragazzo normale, ma così non è, difatti è molto spesso in balìa di baltamenti di testa che lo rendono scontroso ed irruento.

Cobra

Cosa posso dire di lui? Forse che quando sua madre lo aveva in grembo, pensava al famigerato uomo-ragno. Perché? - direte voi. Guardatelo e lo capirete: ha due gambe e due braccia (e fino a qui sembrerebbe normale), ma sono le dimensioni dei suddetti arti che fanno impressione, difatti ha una apertura di braccia pari alla distanza dal Garabombo al bar.

Mamo

Può essere paragonato per la sua intelligenza ed istruzione all'uomo delle caverne, riconoscibile per la sua capigliatura anni '20 e soprattutto perché è l'unico individuo capace di bagnarsi i capelli con acque putride. Spesso colpito da una rara malattia esotica chiamata "Il morbo del lobo". Queste sue caratteristiche lo dovrebbero escludere dal gruppo ma come tutti sanno, siamo un ente pìo.

Graziano

Dal latino "Trichecus"...Perché? Ma guardatelo, in confronto a lui il grande Dracula è un bambino. Pensate solo che con un morso può trinciarvi il corpo in due sezioni uguali. E' stato da poco proclamato animale protetto e in via di estinzione...ma, intendiamoci, nessuno vuole che la natura commetta un altro tale errore e per questo è stato costretto ad astinenza sessuale per impedire il moltiplicarsi di tali aborti.

Cicogna

Se lo osservate attentamente, noterete del bianco sulla sua testa, ma non è forfora, bensì neve, data la sua alpina altezza. Ragazzo molto esile, difatti se messo di profilo, si notano solamente i mastodontici piedi, la testa e gli immancabili occhiali ai quali vuole più bene che ai suoi parenti.

Capo

Si contraddistingue per i suoi famigerati labbrini e per le sue orecchie che si accendono immancabilmente alla fine di ogni birra. Alquanto irrequieto e aggiungerei strano.

Becu

Detto anche "Vai Mulino, vai!!" per il suo amore per quella discoteca. Spesso contagiato dalla discomusic, si scatena nei balli più strani con interpretazioni del tutto personali. Se colpito da sentimenti profondi per una ragazza, è capace di fantasmagoriche figure di merda.

Duilio

Basta il nome, non aggiungo altro.

Mostro

Incredibilmente vorace, è capace di ingurgitare quantità di cibo impressionanti, paragonabile ad una capra perché capace di mangiare cose orribilanti. Chiunque lo veda cibarsi, viene colpito da vomito e crisi epilettiche.

Sella

Detto anche Zimo D.J. per la sua nuova passione per la discomusic, si è talmente rincoglionito che ha acquistato tutto l'impianto per D.J. e passa le sue ore in casa a mixare ogni genere di musica. Per lui tutto questo è come una droga ed è bene per lui e per noi che non vada in crisi di astinenza.

Ciacca

Ed infine, ma non per ultimo, io, il Ciacca, detto anche "Bum bum Ciacca" e tutti sanno perché. Cosa dire di me? Sarò il più modesto possibile quindi affermerò solamente che sono bello, intelligente, romantico, affascinante, astuto, ottimista, equilibrato, spiritoso, educato, istruito, coraggioso, intraprendente, onesto, altruista, orgoglioso, spregiudicato, forzuto, arguto, sveglio, ostinato, grintoso, combattivo, sexi, ma ribadisco ancora bello.

Dimenticavo, dopo che avrete letto la descrizione dell'autore, cioè io, avrete di certo capito perché sono "Bum bum Ciacca".
P.S.: Scusate gli errori ma ho fatto solo la terza media.

N.B.: Mancano alcuni ragazzi del gruppo ma è tardi ed ho sonno.

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Titolo: I SOPRAVVISSUTI

Luogo: Una casa qualsiasi

Data approssimativa: 2003 d.C.

 

Qui di seguito troverete una descrizione aggiornata di questa accozzaglia di esseri viventi che sono erroneamente compresi tra la specie degli esseri umani, anche se all'arrivo del venerdì e del sabato sera, si trasformano in cose che vanno aldilà dell'umana immaginazione. Dopo circa 10 anni, ecco cosa sono diventati i suddetti esseri, con l'aggiunta di nuove specie più o meno incomprensibili...

Beppe

Aggregatosi per ultimo al gruppo, era considerato sicuramente il più equilibrato ed affidabile....almeno finché non decise di trascorrere le vacanze estive con noi: fu allora che gli fu subito appioppato uno dei nostri tanti soprannomi. In seguito poi, dimostrò anche di poter benissimo superare i suoi "maestri", vedi performances in America Latina dove fece rimanere sbigottiti tutti i suoi compagni di viaggio. E' comunque uno dei tre promotori del sito e ciò gli fa acquistare molti punti. .---> ZINGARO

Mitch

(Il sottoscritto) Ho il gran merito di aver promosso l'idea del sito. Il mio scopo è allietare le nostre serate qualche volta noiose, evidenziando con ironia le cavolate che spara la gente (e sono tante!) oppure seminando discordia ad ogni accenno di discussione di qualsiasi genere e in qualsiasi luogo io mi trovi. Gli unici piccoli rimpianti della mia vita sono legati al fatto di non aver potuto partecipare a vacanze che sono diventate ormai leggenda nel nostro paese. Ho comunque il gran merito di aver rotto le scatole assiduamente agli altri due promotori del sito affinché ci mettessimo al lavoro insieme ---> CITTONE

Mizio

Terzo promotore del sito ma non per importanza, è il consulente hardware del gruppo. Mente astuta e calcolatrice, come ogni buon PC ha i suoi errori di sistema che lo portano a ragionamenti criptati e a pronunciare frasi che ormai hanno fatto la storia (A che velocità andranno gli aerei? Mah, penso ottanta, guarda come vanno piano!) ---> FACENDA

Gneo

Veterano del gruppo (come si può leggere nel "Reperto Preistorico"), gli era stato negato ogni rapporto con il sesso opposto, causa continuazione di una specie pericolosa. Nonostante ciò, rimane sempre uno dei nostri punti di riferimento. Tra i più affascinanti (ma non bello) del nostro clan, è famoso per i suoi sguardi di ghiaccio con i quali gela qualsiasi persona... ---> ONNIPRESENTE

Sac

Anche lui ragazzo tutto sommato tranquillo, è entrato del tutto in confusione con l'ingresso del PC in casa sua, perdendo di conseguenza ogni cognizione di spazio, luogo e tempo. E' ormai famoso in tutti i continenti per essere diventato un temibilissimo hacker di cui tutti hanno gran rispetto e timore (mah...) ed è quindi la nostra più efficiente arma contro invasori insoddisfatti del nostro chan... ---> JAAP STAM

Cob

Altro personaggio del gruppo con la P maiuscola è da una vita insieme a tutti noi. Tra le sue passioni principali le donne e, come tutti noi, il vino! S'arbeve? ---> LATITANTE

Bakino

Rinomato cuoco del nostro gruppo, allieta da sempre le nostre vacanze con i suoi piatti semplici ma gustosi. Anche in campo sportivo, sono ormai diventati leggenda i suoi famosi "arosti" in cooperazione con i suoi compagni di reparto Canta&Cecche... ---> VISSANI

Johnny

Conosciuto anche per le sue prestazioni sessuali persino in altri continenti, è alla perenne ricerca di donne di qualsiasi età, razza e religione... ---> ESASPERATO

Pici

Ex punta di diamante del nostro scalcinato gruppo, è latitante ormai da diversi anni. Al bar non lo vediamo dal lontanto 1997. E' possibile scambiarci due parole solamente tramite computer oppure andando a farsi pelare un pò de guadrini al suo negozio di parrucchieri nel centro di Arezzo. ---> INTROVABILE

Infine vogliamo dedicare un piccolo spazio anche al nostro grande artista FULVIO FATUCCHI, in arte Fatuwski: pubblichiamo di seguito tre suoi racconti ma vi invitiamo ad approfondire la sua conoscenza sul suo sito personale http://stranezze.leonardo.it/blog/

SABATI SERA D'ALTRI TEMPI

Il sabato sera incombeva come una mannaia sul bar tabacchi sala-giochi-biliardo nel ridente paesino di Battifolle ( che cazzo ci avesse da ridere lo sapeva solo lui & la provvidenza [ se c'è !]). Specialità della casa: aperitivi al Marsala & cherosene del tipo ragazzi-andateci-piano-che-poi-dovete-guidare/ma-vedi-di-farti-un-po'-i-cazzi-tuoi.
Motorini 50 guidavamo, cioè, 50 era la media perché se vedevi il motorino del Primino sembrava un duemilaquattro appena uscito da Star Wars, mentre se prendevi quello del Leo-Elgesebreo sembrava del 3, sia di cilindrata che di anno di fabbricazione.
Dove si va ? Dopo aver scartato l'ipotesi di andare a rubbare le sarège ( nda: rubare le ciliege ), proposta dal Mezzetti e silurata con una selva di scapaxxioni dati beni sulla nuca, si optò per una magnifica ed entusiasmante serata al Tarpana !
il Tarpana era un dancing con piscina; i fine settimana dancing, gli altri giorni piscina, ma non era raro che qualcuno dei nostri eroi finisse alle 3 di notte di sabato sera a mollo, vuoi per svegliarsi, vuoi perché ce lo buttavano gli altri, vuoi per tentare il suicidio dopo aver visto che la Peruzzi pomiciava con qualcun altro che non era lui sulle poltroncine-pomicine appartate nell'oscurità ( erano così all'oscuro che in una situazione pomiciosa un gomito dentro a un orecchio era già un risultato apprezzabile).
Il dancing era diviso in 2: una parte per la musica da discoteca e una parte per il ballo liscio. La prima sala conteneva ( a fatica ) umani e non che andavano da un'età approssimativa di 12 anni e 1/2  ai 26 ( + 4 ma non si diceva sennò le sbarbe si spaventavano ), nella sala liscio invece si andava dai 35 ai 120 anni e vedendo alcune di quelle matrone vestite come alberi di Natale guasti, credetemi, c'era da crederci.
Per entrare al Tarpana, per quanto riguardava i nostri eroi, valeva qualsiasi metodo tranne quello di pagare il regolamentare biglietto d'ingresso. La tecnica più usata dai nostri era fare una colletta per far entrare uno, il quale poi riusciva dal locale pochi minuti dopo facendosi timbrare la mano ( segno inconfutabile che aveva pagato il biglietto ), dopodiché con l'inchiostro ancora fresco del timbro appena fatto, faceva pressione sulla zampa di uno di quelli rimasti fuori, che entrava con nonchalance mostrando il timbrino fasullo. Il nuovo entrato ripeteva l'operazione e così via fino a che tutto il gruppo non era dentro.
Questa era la teoria.
Ecco cosa succedeva in pratica: il Primino era quello che di solito entrava per primo, non tanto per qualche diritto acquisito quanto per il fatto che altrimenti rompeva i coglioni a tutto il gruppo rimasto fuori. Il Primino pagava, entrava e regolarmente si scordava di tornare fuori. Dopo mezz'ora i nostri valorosi stavano bestemmiando come turchi senza sigarette e lanciavano anatemi contro la mamma del Primino, a quel punto organizzavano una nuova colletta e mandavano il secondo inviato, di solito il Pirillo che era il più affidabile ( e ho detto tutto ! ) col preciso compito di andare a cercare il primo. Il Pirillo si fermava per una "bevutina" al bar e prendeva una bomba alcolica capace d'amazzare un cittìno ( nda un bambino piccolo ) costituita da: Gin, Campari, Vodka, alcool puro, seme di Iguana e fettina di salame di guarnizione, lo trangugiava e puntualmente sveniva in una poltroncina, lì sarebbe rimasto per il resto della serata svegliandosi solo all'ora della chiusura e raccontando il giorno dopo di essersi acquattato nelle poltroncine-pomicine a ripassare il kamasutra con una ballerina egiziana di inaudita bellezza.
Dopo un'altra mezz'ora il gruppo rimasto fuori stava tirando certi moccoli capaci di tirar giù l'insegna della discoteca ( e si che era grossa ! ) e decideva di usare la carta-commozione. Il metodo commozione consisteva nell'andare dalla cassiera e far partire un omelia di mugolii che avrebbero fatto impallidire un coro di alpini ubriachi duri e chiedere una riduzione collettiva del prezzo del biglietto dell'80 %, si contrattava fino ad arrivare a uno sconto del 40 senza consumazione e a patto di zoppicare tutta la sera per usufruire dello sconto invalidi.
Il gruppo entrava.
Il gruppo si fiondava al bar.
Al bar chiedevano la cosa più forte possibile al minor prezzo attuabile. Non era raro che il barman a quel punto si sporgesse e tirasse un ceffone al richiedente ( forte & gratis, uau, che sballo ! ).
I nostri beniamini a questo punto, già ebbri, caracollavano sulla pista da ballo scatenandosi in improbabili movenze a doppia velocità per rimediare al tempo irrimediabilmente perduto, allumando tutt’intorno le donzelle ancora disponibili e non ancora poltroncinpomicianti. C'è da dire che io a quei tempi non ho mai e ribadisco MAI visto qualcuno del gruppo abbordare chicchessia. Si narra che una volta, nell'83, il Maurino fosse riuscito a stringere una camionista ubriaca della stazza di 2 tonnellate in una poltroncina ma si venne poi a sapere che la tipa era una suora che passava i sabati sera nei dancing tentando di redimere i giovani portandoli nella retta via e proponendo loro ritiri spirituali di 2 settimane, costosissimi, noiosissimi, fantozzianissimi e dove naturalmente non si trombava MAI !
Comunque non per questo non si tentava l'abbordaggio. C'erano diversi metodi: il metodo del Rapido consisteva nell'avvicinare tutte le bionde e affermare loro che non erano bionde naturali, ma tinte. Secondo il Rapido prima o poi ne avrebbe beccata una che per dimostrargli il contrario gli avrebbe mostrato il pelo pubico. Di solito beccava più sganassoni in una sera lui di quattro punging-ball del luna-park la domenica pomeriggio.
Il Maurino tentava di trascinare le ragazze al bar per obnubilare i loro sensi con l'alcool e tentava di offrire loro da bere mostrando uno scontrino della Casa della Scarpa ( realmente accaduto ! NdA ). Solitamente veniva cacciato a calci in culo del barman e sputi della cassiera.
Il Mezzetti, non potendo contare sulle doti atletiche preferiva buttarla sull'intellettuale, avvicinando la preda chiedendole se prediligeva la dialettica socratica o il nepotismo pragmatico degli epicurei, la tipa a quel punto faceva la spia ai buttafuori e il Mezzetti veniva trascinato via in camicia di forza mentre urlava: "scherzavo !! Io leggo solo Topolino !!!".

Eèèh, bèi tempi quelli... bei tempi del cazzo, si !

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LE PARTITE DI CALCIO AL CAMPINO

Le partite di calcio al campino erano sempre molto divertenti. Anzitutto non contava tanto vincere o perdere, cioè, contava relativamente, l'importante era segnare tanti goal oppure, se eri il portiere, farne segnare il meno possibile.
A proposito: il portiere.
Il portiere era colui che aveva le ginocchia perennemente sbucciate, i più bravi avevano anche i gomiti tumefatti, i professionisti pure le orecchie brasate, infatti se ci avete fatto caso in un campo da calcio medio se c'è un metro quadrato in cui non cresce l'erba puoi star certo che è in porta. Se poi il portiere gridava ai suoi compagni di squadra anche cose del tipo: "RIENTRATEEE !! RIENTRATE CAZZO, NON STATE TUTTI ALL'ATTACCO BASTARDIII !!!", allora era ciò che più di vicino c'era da quelle parti all'eroe. O al martire, a seconda dei punti di vista, poiché il portiere era sempre il più stoico di tutti, ma anche il più coglione visto che si prendeva delle pallonate in faccia a 70 km/h oltre alle solite cariche degli attaccanti che non si rassegnavano a rinunciare all'occasione del goal appena sfumato tentando così la "pedata in ritardo" che immancabilmente prendeva sulle costole l'estremo difensore. I ragazzi che preferivano giocare in porta erano probabilmente i masochisti del domani.Il rituale della partita iniziava con la scelta delle squadre, la scelta dei compagni per realizzare la formazione delle 2 squadre; di solito c'erano 2 eletti come "i più forti" che facevano da capitani, oppure bastava avere un computer molto moderno in casa con i giochino elettronici fichi per farci giocare anche gli altri. In quel caso era sicuro che tu fossi eletto capitano ! I 2 facevano pari o dispari e quello che perdeva provava invariabilmente a barare, aggiungendo un mignolo galeotto, scattava immediatamente la prima rissa in campo, dopo accusa di baro, spintoni, insulto alla mamma e coretto degli altri intorno che facevano: "oodDio che t'ha faaatto... oodDio che t'ha deeetto... ooDDio se lo faceva a meee...", per fomentare la scazzottata.
Scelti i più bravi rimaneva fuori sempre uno, il più sfigatello e al quale il più bastardo del gruppo proponeva di far l'arbitro cercando di indirizzarlo verso una scintillante carriera di cornuto, al ché l'escluso si metteva a piangere come una cornamusa amplificata fino a che non si decideva di metterlo in campo con qualche ruolo inventato, tipo "centropanchina-rientrante-di-corsa-negli-spogliatoi".
Il match iniziava e dopo 16 minuti scattava la seconda rissa in quanto il bischero che aveva battuto il centrocampo ancora non aveva passato la palla a nessuno e andava abbattuto. Dopo altri 10 minuti veniva realizzato il primo goal. Immediatamente la squadra che l'aveva subito cercava di renderlo nullo adducendo una di queste improbabili motivazioni:
1) Era fuorigioco !
( nessuno sapeva come funzionava realmente la regola del fuori gioco però in tivù la usavano in continuazione )
2) Era fuori dai pali !
( al tempo era già un miracolo se in quei campetti c'erano i pali e la traversa, figuriamoci le reti e così si tentava di buttarla sull "illusione ottica" )
3) Il goal non vale perché per regolamento non si può tirare in porta se prima non si è fatto 3 passaggi di seguito tra i giocatori della stessa squadra e almeno uno dev'essere di testa !
( i ragazzini hanno molta fantasia )
4) Il portiere si stava allacciando le scarpe !
( ti voltavi e vedevi che il portiere aveva su i mocassini ! )
Inutile aggiungere che a questo punto scattava la successiva rissa.
Dopo mezz'ora si tentavano le prime finezze e una volta su 100 qualcuno riusciva ( per sbaglio ) a fare un tunnel a qualcun altro ( tunnel = far passare la palla sotto le gambe dell'avversario. Lo dico per le donne. Donne, guardate che ora iniziano i Mondiali, vediamo di arrivarci preparate, èh ! ), il tunnellato, umiliato e offeso nel suo orgoglio di difensore a quel punto arrancava fino al tunnellatore e lo falciava da dietro con una cattiveria degna della Morte Nera di Star Wars, roba che se queste cose le facciamo adesso che siamo cresciuti a subirlo un fallo di quel tipo ci danno 40 giorni di prognosi e una sedia a rotelle e a commetterlo 2 anni senza condizionale. Ma qui si parla di ragazzini che non facevano in tempo a cadere che già erano in piedi ad iniziare diligentemente la rissa successiva. Il falciatore veniva tacciato di bastardaggine da entrambe le squadre e il gioco riprendeva.
Senza tunnel.
Dopo un'ora i nostri stavano sudando come orsi polari all'equatore e il capitano più furbo proponeva allora di fare una squadra tutti con le magliette e una squadra tutti senza così non ci si confondeva tra compagni di squadra e non.
Rissa per essere la squadra senza maglietta.
Si risolveva a pari o dispari.
Rissa, vedi scelta dei giocatori.
E così via.
Dopo un ora e mezzo di gioco consecutivo ( si fa per dire ) i punteggi, in genere, erano tipo 33 a 56 e a quel punto si sentiva il primo caratteristico verso di richiamo delle mamme dei giocatori dai palazzi vicini. Qualcosa del tipo: Andrééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé ééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé ééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé ééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé ééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé ééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééé éééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééééàh ! e molti si toccavano le balle pensando all'ambulanza. Il richiamo continuava imperterrito con variazioni di tono sempre più alto per 20 minuti. Altamente ignorato. A quel punto veniva giù il primo padre. Probabilmente anche i padri se la tiravano a sorte tutte le sere per vedere chi doveva scendere ( si, anche loro con conseguente rissa ). Lo sfortunato padre veniva a prendere lo sfortunato figliolo, di solito Andréé-etc-etc-ééàh, lo tirava su di peso per un orecchio e lo riportava a casa accompagnandolo con una affettuosa selva di scapaxxioni forti.
Questo sanciva la fine della partita che veniva sospesa e aggiornata al dì seguente.
Non senza prima un ultima rissa collettiva di saluto perché in fondo ci volevamo bene.

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CAMERIERE AL LIMITE

(Non è detto che se sei al limite, tu sia limitato)

Sala di un ristorante
Cli = Cliente
Ca = Cameriere

Cli - Cameriere !
Ca - …dica…
Cli - Venga qua
Ca - …dica
Cli - Guardi qui. Cosa c’è in questa minestra ?
Ca - Ma gliel’ho già detto, il farro
Cli –Che ci fosse il farro lo sapevo già ancora prima che me lo dicesse lei visto che già nel menù viene chiamata “minestra di farro”, dico, oltre al farro, che ci vede ?
Ca – …iii… i fagioli ?
Cli – Ma guardi, per Diana ! Se non guarda… Cosa c’è qui ? Dentro alla scodella !?
Ca - Bòh, il brodo ?
Cli - …
Ca - …
Cli - Ma che fa lo spiritoso !?
Ca - No, un me riesce
Cli - …non le riesce cosa ?
Ca - Lo spiritoso… il brillante… un me riesce de fallo, un me viene… e c’ho provato sa ! Una volta sò uscito cò na ragazza, dicono che le ragazze van fatte ride, no ? Ecco, allora m’ero ‘mparato a memoria de le battute, l’avevo sentite a Striscia la Notizia, ma quando gliene feci lei mica rise, sarà che cò le risate registrate fan più effetto ma l’fatto è che anch’a me, che pure n’sò ‘na cima, un me piacevano quele battute, ma poi dette n’macchina, era anco freddo ma un sapevo se lasciare il riscaldamento aceso o spento perché magari se lo lasciavo spento a lei gli veniva freddo e magari l’abbracciavo, magari se faceva fare una carezza, gliene chiesi, gli dissi “te posso accarezzare ?”, me disse “ e n’so mica n’gatto èh !”…
Cli - Ma di cosa cazzo sta parlando ?
Ca - …il fatto è che da picino me piaceva parecchio Superman e la mì nonna mi disse che dovevo girare al largo dalle donnacce, che c’avevano la kriptonite tra le gambe !
Cli - La kriptonite !!??
- …ie, si, la kriptonite, capirà, io ero flesciato con Superman, c’avevo un bambolotto suo, ma grosso era, era alto così, lo portavo anche a tavola a mangiare, il mì babbo s’incazzava sempre, ero malato per Superman, e allora pensai …se la kriptonite l’annienta a Superman, che è Superman, mica il pòro Chiodino che era cieco, zoppo e balbettino, dico, se lo annientava a Superman a me che me faceva la kriptonite? Eh !? Me disintegrava ! Me liquefaceva come la cacca quando c’hai la sciolta ! Schiantavo com’un ovo dentro al microonde aceso !! Insomma io le donnacce ‘un le volevo nemmanco ‘mmaginà cò la coda del cervello ! Il problema stava che pé la mì nonna eran TUTTE donnacce ! E io questa nonna ce l’ho avuta per taaanto tempo, io avevo 16 anni e lei era arzilla più di me quando me facevo gli schioppini, avevo 20 anni e lei spumeggiava più de me quando me conciavo in discoteca, avevo 25 anni e lei era più tonica de me quando me facevo i pippotti, era forte come ‘na sequoia de cemento, io un capivo se era Dio che me stava mandando un messaggio o se la mì nonna fosse l’ultimo dei brontosauri che s’era scordato di morire. A dilla tutta propendevo de più pé la seconda ipotesi, più darviniana diciamo, che la mì nonna fosse effettivamente una di quelle rompicoglioni che ne nasce una ogni miliardo…
- Senta, lei ha bevuto stasera…
- E ho bevuto si, ho bevuto ! Me morì la mì mamma, il mì babbo, ma lei gnente ! A novantott’anni ancora a tavola pocciava ‘l vino manco fosse ‘n camionista ! Anco ‘l mì fratello s’è arbaltato cò’n trattore in Costa Smeralda, ma io me domando: ma come cazzo se fa a morire sott’a ‘n trattore ‘n Costa Smeralda !? T’eri portato un po’ di lavoro in vacanza ? Volevi schiacciare ‘n po’ de gente n’spiaggia ? Te serviva pè l’ombra !? Guarda che se dice che la vita è strana ma facci caso che anco la morte unne scherza mica. C’è una, odDìo, c’era una, al mì paese, se chiamava Rossina, con 2 esse, se veniva coi capelli rossi sarebbe stato anche bellino il nome, ma così era un nome bischero e basta… fumava ‘sta Rossina come 2 turchi, avesse potuto avrebbe fumato anco mentre dormiva, e’nzomma ‘l marito della Rossina, Arnaldo, se doveva operare d’ernia e a l’ospedale l’infermieri gni dissero de rasassi, de levassi i peli dalla zona dove dovevano operare ‘nzomma, e lui da sé al culo c’arrivava male e alora se fece aiutare dalla su moglie, la Rossina, che gni spalmò per benino la schiuma, prese ‘l rasoio, s’accese una Pall Mall, che lei le chiamava Palle Molli, me n’arcordo manco fosse prima de venì qui, òh…            …òh !                                òh !!
- “Oh” cosa !!?? E non mi tocchi !
- O un gli scappò ‘na scureggia a l’Arnaldo ! Dio bòno, un onda anomala da lo stommeco gni venne ! Un cureggione da gara regionale ! Un baritono ‘briaco de 3 quintali che rutta ! E con quella sigaretta accesa vicina fece PèM !
- MA COS’E’ IMPAZZITO !!!??? M’ha fatto prendere un colpo !!
- A lei gli ha fatto prendere un colpo !? S’immagini la Rossina che fiammata che vide !!! Oh, pé ffatti capire: c’era anche il cane accanto alla poltrona, che guardava, annusicchiava, sa come fanno i cani ? Capirà, c’era un culo, voleva vedere, no ? …òh …o un gli è volato via n’orecchio !?
- A CHI !!??
- AL CANE !!! Gni si spiaccicò preciso sulla parete, faceva un effetto a vedessi quel’orecchio attaccato al muro… ma la Rossina ! La Rossina !! Dovevate vedere com’era concia ! L’esplosione la pelò com’un pollo, gni vennero via tutti i capelli e gli rimasero le bollicine col bulbo del capello esploso, come i polli, uguale ! Pe’l funerale, ne la bara aperta gli toccò mettigli una cuffia in testa a la Rossina perché era ‘nguardabile, capirai, già era brutta in vita, poi da morta, cò la testa con la pelle di pollo spennato, te l’immagini ? Era blu la cuffia, me n’arcordo come se lo vedessi ora e la su pòra mamma… dentro a la bara accanto…
Cli - Ma la mamma di chi !!?? Ma lei vaneggia, sta male ! E MI LASCI IL BRACCIO !!
Ca - LA MAMMA DELLA ROSSINA !!! Era disperata, pòra donna, che gli era morta la figliola !!! E chiedeva a tutti “ma com’è successo ? Ma com’è successo !?” e nessuno c’aveva ‘l coraggio di diglielo, ma ‘nzomma a la fine glielo dissero: “MENTRE RASAVA IL CULO A L’ARNALDO !”, così gli dissero E A LA SU’ MAMMA GNI PRESE UN COCCOLONE E CI RESTO’  ANCO LEI !!!
Cli - Aiuto ! AIUTO !! QUEST’UOMO E’ PAZZO !!! MI LASCI, LA DENUNCIO !! MI LASCIIII !!!
(il cliente scappa)
(il resto della sala è sbigottito)
(un silenzio irreale)
(il cameriere si ricompone, si passa una mano veloce tra i capelli, raccatta la sedia che il cliente ha tirato giù alzandosi di scatto, raccoglie il tovagliolo da terra e va verso la cucina ripiegandolo ché quasi non è stato usato, è praticamente pulito, lo metterà nel prossimo cestino per il pane, cestino con dentro il tovagliolo con dentro il pane, per il prossimo tavolo, il prossimo tavolo, il prossimo tavolo, lo incrocia un altro cameriere, un collega, ha in mano una cotoletta d’agnello e delle patate, non che le tiene direttamente in mano, porta 2 piatti, con la sinistra, perfettamente orizzontali, è un bravo cameriere e sopra i piatti ci sono la cotoletta e una porzione di patate non ottime perché la cuoca ricicla le patate dalle tavolate, le patate che restano nei vassoi e che non sono state toccate, non le butta, quando tornano in cucina le salva e quando occorrono in sala le scalda di nuovo al forno, lo fanno tutti, lo fanno tutti, lo fanno tutti, sta andando al tavolo 4 l’altro cameriere dove c’è una mignotta orribile e uno che parla al cellulare da tre anni)
Collega cameriere – Un altro che aveva trovato un capello nel piatto ?
Ca – Dentro la zuppa di farro ! dimmi te ! Gigi de là ‘n cucina bisogna che ce stia più attento, se metta ‘na retina, se li leghi i capelli, se li tagli, cazzo ! Io un so più quel che ‘nventammi per cambiare discorso coi clienti !

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